Conoscere in modo chiaro la differenza tra questi due termini evita errori di progettazione. Abitare in città ha molti vantaggi, ma senza dubbio veniamo sempre più privati degli spazi verdi, che oltre ad avere un ruolo estetico contribuiscono a rendere l’ambiente migliore. Il verde pensile porta vantaggi anche ai proprietari degli edifici. La qualità della vita e il valore dell’immobile aumentano, un tetto verde fornisce anche isolamento termico aggiuntivo. Le intemperie non hanno nessuna azione diretta sull’impermeabilizzazione e sulla struttura delle coperture che sono così protette. Inoltre viene migliorato il clima degli ambienti interni delle abitazioni. In estate è piacevolmente fresco, in inverno si risparmia sui costi di riscaldamento. La realizzazione dei
giardini pensili è molto antica anche se fino a non molto tempo fa le migliori stratificazioni per giardino pensile erano realizzate con ghiaia e terra di campo, gli spessori erano notevoli e non esistevano protezioni antiradice. Oggi, invece, vengono utilizzati substrati alleggeriti specifici, strati filtranti con caratteristiche adeguate, pannelli per il drenaggio con elevate prestazioni, e altro ancora. Innanzitutto di giardini pensili “datati” realizzati con questi materiali ne esistono pochi, che siano ancora funzionanti o che non abbiano dato o non diano problemi, o che non richiedano un’assidua e impegnativa manutenzione. Inoltre, un tempo, le esigenze abitative e costruttive erano diverse, la manodopera per la manutenzione era abbondante e a basso costo e non esisteva il concetto di verde pensile estensivo. Con le tecnologie utilizzate nel passato non sarebbe assolutamente possibile, oggi, realizzare coperture a verde pensile estensivo a basso peso, spessore e bassa manutenzione su ampie superfici. Il
verde pensile viene suddiviso in due categorie: “estensivo” ed “intensivo”. Fondamentale è conoscere in modo chiaro la differenza tra questi due termini per non incorrere in errori di progettazione. È abbastanza comune definire un inverdimento come estensivo quando questo è caratterizzato da basso spessore e peso della stratificazione e da vegetazione rustica a contenuto sviluppo in altezza. Al contrario, l’intensivoviene definito come un intervento con alto spessore e peso e con vegetazione ricca e a sviluppo maggiore. In realtà questi aspetti caratterizzano frequentemente questi tipi di inverdimenti, ma non rappresentano la motivazione che sta alla base della definizione di “estensivo” ed “intensivo”. È possibile, infatti, progettare inverdimenti che possono essere definiti come estensivi, ma caratterizzati da spessori e peso anche consistenti e con vegetazione a sviluppo tutt’altro che contenuto, come è possibile progettare degli intensivi con peso e spessori ridotti. Non c’è sempre correlazione diretta tra queste caratteristiche e queste definizioni. L’unica correlazione che occorre tenere in debita considerazione è quella esistente con il livello di manutenzione. “Estensivo” ed “intensivo” definiscono, infatti, unicamente qual è il rapporto tra una copertura a verde pensile e il livello di manutenzione richiesta. In realtà, quindi, i parametri da tenere in considerazione sono solo quelli che consentono di indirizzare la progettazioneverso ben definiti livelli di manutenzione. “Estensivo” significa, quindi, opera a bassa manutenzione a regime, mentre “intensivo” significa opera caratterizzata da livelli di manutenzione, sempre a regime, maggiori. Il limite convenzionale comunemente adottato, come “confine” tra le due tipologie è determinato in due interventi di manutenzione all’anno, ben definiti in tipologia e modalità. Il concetto di irrigazione per i giardini pensili si discosta da quello applicato nel verde tradizionale a terra per alcuni aspetti che vanno distinti tra il verde pensile estensivo e verde pensile intensivo. Giardino pensile estensivo Le specie (soprattutto Sedum spp.) normalmente utilizzate nella realizzazione di coperture a verde pensile estensivo sono dotate di caratteristiche di resistenza alla siccità. In climi diversi dal nostro, ad esempio in Germania, è talvolta possibile non dotare gli inverdimenti estensivi di irrigazione, ma questo perché l’andamento climatico consente, nel periodo estivo, la frequente formazione di rugiada, dalla quale la vegetazione trae la necessaria alimentazione idrica. In Italia la formazione di rugiada non è un evento frequente e dipende, comunque, molto dalle condizioni climatichelocali. In alcune regioni, nel periodo estivo e quindi di maggior stress idrico per la vegetazione non si ha formazione di rugiada per molti mesi, con contemporanea assente o piovosità ridotta. Per questi motivi è errato affermare che il verde pensile estensivo, in Italia, deve essere comunque e sempre privo di impianto di irrigazione. La scelta deve essere effettuata tenendo conto delle condizioni climatiche locali. Se si aggiunge che nei primi 8-16 mesi dall’impianto gli estensivi necessitano comunque di un’irrigazione di“avviamento” e che questa irrigazione, specie per superfici di grandi dimensioni, non può certo essere effettuata a mano, si può concludere che il modico investimento necessario per dotare le superfici di un semplice impianto di irrigazione leggero di soccorso si ripaga sicuramente in termini di abbattimento dei costi di manutenzione e nella possibilitàdi poter ottenere sempre, anche in anni di forte carenza idrica (es. estate 2003), una prestazione ottimale da parte della copertura a verde pensile. Giardino pensile intensivoIl verde pensile intensivo richiede sempre la presenza di un impianto di irrigazione. Si possono adottare le soluzioni che tradizionalmente vengono impiegate nel verde tradizionale a terra: sistemi con irrigatori statici o dinamici, ali con gocciolatori ecc. La posa è facilitata, rispetto alle situazioni a terra, in quanto manca completamentel’onere per gli scavi. Le tubazioni di raccordo vengono posate direttamente sullo strato filtrante prima della posa del substrato. Un vantaggio dell’irrigazione nel
verde pensile è che, grazie all’impiego di sistemi e di substrati altamente drenanti, non si corre il rischio di ristagno idrico, in caso di irrigazioni errate. Naturalmente lo spreco di acqua è sempre da evitare, sfruttando al massimo le elevate caratteristiche di accumulo idrico dei sistemi a verde pensile. Il verde pensile intensivo può essere costituito utilizzando anche ghiaia e terra di campo, a condizione che il committente sia consapevole degli elevati spessori necessari, dell’elevato peso dell’intero sistema e della necessità di dover disporre di manodopera abbondante e qualificata per contrastare, nel tempo, continuamente e faticosamente, i fenomeni di degrado e involuzione ai quali questi materiali “semplici” vanno inevitabilmente soggetti.
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