Tetti verdi rilassanti
Risparmio energetico, isolamento termico, riduzione dell'inquinamento dell'aria: se dai tempi di Semiramide si riconosce ai giardini pensili una notevole valenza estetica, oggi i tetti verdi vengono riscoperti sotto una nuova luce: «Sono una delle strategie più efficaci per il controllo bioclimatico del costruito», si spinge a dire durante un convegno sul tema al Saie Spring Angelo Mingozzi, docente di edilizia ecocompatibile dell'università di Bologna. Mingozzi ricorda come «le nostre città sempre più dense, sempre più cementificate sono delle vere e proprie isole di calore e allora gli architetti dovrebbero reintrodurre i giardini pensili nelle loro progettazioni, vista la fortissima capacità di mitigare l'irraggiamento solare che hanno». E benché abbiano anche l'indubbio vantaggio di recuperare nuovi spazi all'abitabilità, rimane il forte limite dei costi, non solo per la posa, ma anche per la gestione. È il settore pubblico, quindi, quello che seppur sporadicamente comincia a introdurre i giardini pensili nelle sue progettazioni. Il pioniere dell'architettura biosistemica Tiziano Lera, anch'egli ospite del convegno di Bologna, ha citato il caso dell'ospizio bolognese che al gelo dell'aria condizionata ha preferito il tepore, meno pericoloso per gli anziani, garantito da un tetto verde, e poi ha ricordato come «questa scelta architettonica ha una valenza anche sull'elettromagnetismo e riequilibra il rapporto fra terra e uomo: piante eliofile a 35 gradi, rilasciano oli essenziali che rilassano».Etichette: elettromagnetismo, giardini pensili, tetti verdi
