TETTI VERDI E GIARDINI PENSILI

 

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martedì 9 dicembre 2008

Tetti verdi e giardini pensili

Il concetto di tetto verde e di giardino pensile è una novità che sta prendendo piede in Italia negli ultimi anni e prende spunto dalla cultura nata già più di 30 anni fa in Germania sullo sfruttamento a verde delle superfici sopraelevate fuori suolo, le quali dovevano compensare il verde “rubato” dalla cementificazione delle aree urbane delle grandi città. Quali sono i vantaggi di queste nuove opere del verde è facilmente intuibile: maggiori emissioni nell'aria di ossigeno a scapito della Co2, con conseguente rallentamento del famoso effetto serra, riduzione quindi dell'inquinamento atmosferico, riduzione delle polveri sottili causata dall'acqua piovana che viene trattenuta dai substrati e dalle piante messe a dimora sui tetti e sui terrazzi inerbiti, riduzione di conseguenza del carico di lavoro della rete fognaria, quindi riduzione dei rischi di sovraccarico dei canali e dei fiumi, con conseguente minor rischio di allagamenti nei centri urbani per le strade e per i piani sotto terra con riduzione di conseguenza delle esondazioni dei fiumi e addirittura si potrebbe ipotizzare anche un beneficio per il fenomeno della subsidenza, che verrebbe ovviamente rallentato. Non bisogna dimenticare che l'inverdimento pensile riduce l'utilizzo del riscaldamento grazie all'aumento del K termico e riduce la rumorosità esterna (fonoassorbenza). Tutti questi benefici per l'ambiente hanno come fine anche un beneficio per l'occhio, che ovviamente è più soddisfatto a vedere una città verde e colorata che grigia e solo cementificata.

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giovedì 4 dicembre 2008

Tetti verdi rilassanti

Risparmio energetico, isolamento termico, riduzione dell'inquinamento dell'aria: se dai tempi di Semiramide si riconosce ai giardini pensili una notevole valenza estetica, oggi i tetti verdi vengono riscoperti sotto una nuova luce: «Sono una delle strategie più efficaci per il controllo bioclimatico del costruito», si spinge a dire durante un convegno sul tema al Saie Spring Angelo Mingozzi, docente di edilizia ecocompatibile dell'università di Bologna. Mingozzi ricorda come «le nostre città sempre più dense, sempre più cementificate sono delle vere e proprie isole di calore e allora gli architetti dovrebbero reintrodurre i giardini pensili nelle loro progettazioni, vista la fortissima capacità di mitigare l'irraggiamento solare che hanno». E benché abbiano anche l'indubbio vantaggio di recuperare nuovi spazi all'abitabilità, rimane il forte limite dei costi, non solo per la posa, ma anche per la gestione. È il settore pubblico, quindi, quello che seppur sporadicamente comincia a introdurre i giardini pensili nelle sue progettazioni. Il pioniere dell'architettura biosistemica Tiziano Lera, anch'egli ospite del convegno di Bologna, ha citato il caso dell'ospizio bolognese che al gelo dell'aria condizionata ha preferito il tepore, meno pericoloso per gli anziani, garantito da un tetto verde, e poi ha ricordato come «questa scelta architettonica ha una valenza anche sull'elettromagnetismo e riequilibra il rapporto fra terra e uomo: piante eliofile a 35 gradi, rilasciano oli essenziali che rilassano».

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martedì 2 dicembre 2008

Giardini Pensili Biologici

Curare il giardino pensile senza veleni...

Per avere un giardino pensile sano e bello talvolta è necessario sconfiggere parassiti fungini e/o insetti.
I pesticidi più comunemente utilizzati contengono principi attivi di sintesi che possono nuocere all'uomo e all'ambiente.In commercio, tuttavia, esistono anche delle alternative biologiche.

Insetticidi Biologici: esistono in commercio degli insetticidi ad ampio spettro di azione a base di piretro oppure di artemisia, quassia, ed altri oli essenziali che non sono dannosi nè per l'uomo nè per l'ambiente.
Dai semi dell'albero del Neem si estrae un principio attivo, l'azadiractina e altre sostanze che hanno proprietà insetticide.
Acaricidi Biologici: per sconfiggere il ragnetto rosso ed altri parassiti delle piante sono disponibili in commercio dei prodotti a base di microrganismi patogeni. Uno di questi bioinsetticidi utilizza un fungo chiamato Beauveria Bassiana che agisce sugli insetti dannosi per contatto.
Fungicidi Biologici: uno dei più vecchi ed efficaci anticrittogramici è la Poltiglia bordolese composta di una miscela di solfato di rame e idrato di calcio. Una valida alternativa è rappresentata dallo zolfo.
Lepidottericidi Biologici: contro le larve dei Lepidotteri che si nutrono delle foglie delle piante si possono acquistare preparati a base di Bacillus Thuringensis, un batterio che produce una tossina dannosa per i lepidotteri ma innocua per l'uomo e per gli animali.
Diserbanti Biologici: prima di seminare il prato una buona pratica è quella di preparare con cura il terreno mediante la tecnica della "solarizzazione" praticata in estate o anche agli inizi della stagione calda. Si applica una pellicola di polietilene trasparente sul terreno precedentemente sarchiato, fermandola ai bordi con zolle di terra e lasciando la copertura per 25-30 giorni. L'azione dei raggi solari consentirà di raggiungere temperature di 60-70 gradi sufficienti per sterilizzare il terreno dalle erbe infestanti e da eventuali funghi e batteri senza l'uso di sostanze chimiche.

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